sabato 25 settembre 2010
Ricordiamoci che...
Ricordiamoci che, tutto quello che facciamo delinea il futuro. Tutto ci riguarda anche il bimbo che muore di fame, la persona che viene sfruttata dall'altra parte del mondo per permetterci di mangiare un banana, centra con il futuro di tutti. Spero che la gente se ne renda conto al più presto
lunedì 20 settembre 2010
Come salvare milioni di madri e bambini
Come salvare milioni di madri e bambini
Ciao,
Ho appena firmato una petizione per chiedere ai leader mondiali di finanziare programmi che possono salvare milioni di donne e bambini da morti insensate al vertice sulla povertà che si terrà alla fine del mese. Solo con un grido globale riusciremo a convincerli a fare questo passo decisivo. Partecipa anche tu per rendere questa campagna immancabile.
Puoi leggere di più sotto, o firmare la petizione qui:
https://secure.avaaz.org/it/save_children_and_mothers/98.php?CLICKTF
Grazie!
----------
Cari amici,
Immaginate di avere un bambino senza poter disporre di un medico, un ospedale, o assistenza sanitaria di qualunque tipo. Milioni di donne incinte e di bambini muoiono ogni anno per mancanza di servizi sanitari di base. E' scioccante, ma queste vite preziose potrebbero essere salvate ognuna al costo di un paio di euro.
Fra 3 giorni si terrà a New York il più importante vertice globale sulla povertà, che potrebbe finalmente stabilire di raddoppiare gli aiuti destinati alla salute delle madri e dei bambini e di salvare così le loro vite. Tuttavia, alcuni governi stanno mettendo i bastoni fra le ruote a questa soluzione e potrebbero ridurre drasticamente i loro contributi destinati al fondo globale alla salute, citando come scusa la recessione.
Ci rimangono solo 72 ore per consegnare il nostro grido globale direttamente ai principali leader presenti al vertice di New York: clicca sotto per partecipare alla chiamata all'azione, e diamo così una possibilità a ogni mamma e a ogni bambino.
https://secure.avaaz.org/it/save_children_and_mothers/98.php?CLICKTF
Negli ultimi 10 anni, da quando cioè sono stati stabiliti gli Obiettivi del Millennio, sono stati fatti grandi passi avanti per combattere la povertà - ben un terzo in meno di morti durante il parto - grazie all'incremento degli aiuti e all'investimento nella cura sanitaria materna. Ma sono milioni le gestanti che ancora muoiono, e ogni anno 9 milioni di bambini non sopravvivono oltre il quinto compleanno.
Esiste già un meccanismo specifico per distribuire gli aiuti per HIV/AIDS, malaria e tubercolosi, ma non esiste niente di simile per supportare la salute delle madri e dei bambini. Gli esperti ritengono che il miglior modo per avere un impatto immediato sia di garantire che gli aiuti siano raddoppiati e che i contributi al Fondo Globale siano incrementati.
Secondo i più informati, molti governi - inclusi Francia, Canada, Norvegia e Regno Unito - potrebbero annunciare ulteriori fondi per la salute al vertice di questa settimana. Ma Spagna, Germania e altri stanno considerando una riduzione drastica ai loro contributi al Fondo Globale sopra citato. Sono sempre stati i cittadini di tutto il mondo che hanno portato avanti la battaglia contro la povertà e spinto i nostri leader a prendere azioni decisive, e questa volta sta a noi. Firma la petizione per salvare madri e bambini:
https://secure.avaaz.org/it/save_children_and_mothers/98.php?CLICKTF
Troppo spesso accade che le comunità più povere e vulnerabili siano rappresentate soltanto da statistiche ai vertici internazionali. Alla vigilia di questo summit cruciale mobilitiamoci e diamo alle mamme ai bambini più poveri una voce. Firma la petizione sotto:
https://secure.avaaz.org/it/save_children_and_mothers/98.php?CLICKTF
Con la speranza di un mondo più giusto,
Alice, Luis, Alex, Pascal, Mia, Ricken, Ben, Iain, Graziela e tutto il team di Avaaz.
FONTI:
Unicef, "Il paese dove è più pericoloso partorire è il Niger, in cui il rischio di mortalità materna è di 1 su 7":
http://www.unicef.it/doc/436/mortalit-materna---dati-statistici.htm
Stand Up, "Il summit di settembre: si può eliminare la povertà":
http://www.standupitalia.it/Il-Summit-di-settembre
Bono Vox, "A che punto sono i nostri sogni" (La Repubblica):
http://www.repubblica.it/solidarieta/cooperazione/2010/09/20/news/a_che_punto_sono_i_nostri_sogni_per_il_millennio-7239444/?ref=HREA-1
Ciao,
Ho appena firmato una petizione per chiedere ai leader mondiali di finanziare programmi che possono salvare milioni di donne e bambini da morti insensate al vertice sulla povertà che si terrà alla fine del mese. Solo con un grido globale riusciremo a convincerli a fare questo passo decisivo. Partecipa anche tu per rendere questa campagna immancabile.
Puoi leggere di più sotto, o firmare la petizione qui:
https://secure.avaaz.org/it/save_children_and_mothers/98.php?CLICKTF
Grazie!
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Cari amici,
Immaginate di avere un bambino senza poter disporre di un medico, un ospedale, o assistenza sanitaria di qualunque tipo. Milioni di donne incinte e di bambini muoiono ogni anno per mancanza di servizi sanitari di base. E' scioccante, ma queste vite preziose potrebbero essere salvate ognuna al costo di un paio di euro.
Fra 3 giorni si terrà a New York il più importante vertice globale sulla povertà, che potrebbe finalmente stabilire di raddoppiare gli aiuti destinati alla salute delle madri e dei bambini e di salvare così le loro vite. Tuttavia, alcuni governi stanno mettendo i bastoni fra le ruote a questa soluzione e potrebbero ridurre drasticamente i loro contributi destinati al fondo globale alla salute, citando come scusa la recessione.
Ci rimangono solo 72 ore per consegnare il nostro grido globale direttamente ai principali leader presenti al vertice di New York: clicca sotto per partecipare alla chiamata all'azione, e diamo così una possibilità a ogni mamma e a ogni bambino.
https://secure.avaaz.org/it/save_children_and_mothers/98.php?CLICKTF
Negli ultimi 10 anni, da quando cioè sono stati stabiliti gli Obiettivi del Millennio, sono stati fatti grandi passi avanti per combattere la povertà - ben un terzo in meno di morti durante il parto - grazie all'incremento degli aiuti e all'investimento nella cura sanitaria materna. Ma sono milioni le gestanti che ancora muoiono, e ogni anno 9 milioni di bambini non sopravvivono oltre il quinto compleanno.
Esiste già un meccanismo specifico per distribuire gli aiuti per HIV/AIDS, malaria e tubercolosi, ma non esiste niente di simile per supportare la salute delle madri e dei bambini. Gli esperti ritengono che il miglior modo per avere un impatto immediato sia di garantire che gli aiuti siano raddoppiati e che i contributi al Fondo Globale siano incrementati.
Secondo i più informati, molti governi - inclusi Francia, Canada, Norvegia e Regno Unito - potrebbero annunciare ulteriori fondi per la salute al vertice di questa settimana. Ma Spagna, Germania e altri stanno considerando una riduzione drastica ai loro contributi al Fondo Globale sopra citato. Sono sempre stati i cittadini di tutto il mondo che hanno portato avanti la battaglia contro la povertà e spinto i nostri leader a prendere azioni decisive, e questa volta sta a noi. Firma la petizione per salvare madri e bambini:
https://secure.avaaz.org/it/save_children_and_mothers/98.php?CLICKTF
Troppo spesso accade che le comunità più povere e vulnerabili siano rappresentate soltanto da statistiche ai vertici internazionali. Alla vigilia di questo summit cruciale mobilitiamoci e diamo alle mamme ai bambini più poveri una voce. Firma la petizione sotto:
https://secure.avaaz.org/it/save_children_and_mothers/98.php?CLICKTF
Con la speranza di un mondo più giusto,
Alice, Luis, Alex, Pascal, Mia, Ricken, Ben, Iain, Graziela e tutto il team di Avaaz.
FONTI:
Unicef, "Il paese dove è più pericoloso partorire è il Niger, in cui il rischio di mortalità materna è di 1 su 7":
http://www.unicef.it/doc/436/mortalit-materna---dati-statistici.htm
Stand Up, "Il summit di settembre: si può eliminare la povertà":
http://www.standupitalia.it/Il-Summit-di-settembre
Bono Vox, "A che punto sono i nostri sogni" (La Repubblica):
http://www.repubblica.it/solidarieta/cooperazione/2010/09/20/news/a_che_punto_sono_i_nostri_sogni_per_il_millennio-7239444/?ref=HREA-1
mercoledì 15 settembre 2010
PARTNERSHIP GLOBALE
8. PARTNERSHIP GLOBALE

Gli obiettivi del Millennio rappresentano un patto globale per lo sviluppo. L’accordo rende chiaro che è primaria responsabilità dei paesi poveri lavorare per il raggiungimento dei primi 7 obiettivi. Essi devono fare la propria parte per assicurare ai cittadini una maggiore credibilità delle proprie politiche ed un uso efficiente delle risorse. Ma per fare in modo che i paesi poveri raggiungano i primi 7 obiettivi, è assolutamente necessario che i paesi ricchi facciano la loro parte aumentando gli aiuti e migliorandone l’efficacia, riducendo in modo più sostenibile il debito e realizzando regole commerciali più eque. Per farlo è necessario lavorare sin da subito. È impossibile aspettare il 2015 per attuare delle politiche coerenti. Non c'è tempo da perdere!
SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE
7. SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

La riduzione della povertà e il raggiungimento di uno sviluppo sostenibile devono essere fatti insieme alla presenza di un pianeta sano. Gli Obiettivi del Millennio riconoscono che la sostenibilità ambientale è parte del benessere economico e sociale globale. Sfortunatamente lo sfruttamento spesso ad opera di pochi delle risorse naturali come le foreste, la terra, l’acqua e delle riserve di pesca ha causato negli ultimi decenni cambiamenti allarmanti nel nostro sistema naturale, spesso danneggiando le persone più deboli nel mondo che dipendono da queste risorse naturali per il proprio sostentamento.
COMBATTERE L’HIV/AIDS E LE ALTRE MALATTIE
6. COMBATTERE L’HIV/AIDS E LE ALTRE MALATTIE

La malaria, insieme all’Hiv/aids e alla tubercolosi, è una delle maggiori sfide della salute pubblica che minano lo sviluppo nei paesi più poveri del mondo.
La malaria uccide un bambino africano ogni 30 secondi.
Molti bambini che sopravvivono ad un caso di malaria grave possono poi riportare indebolimento dell’apprendimento o danni cerebrali. Le donne incinte e i nascituri sono inoltre particolarmente vulnerabili alla malaria che è una delle maggiori cause della mortalità prenatale, del sottopeso e dell'anemia materna.
La malaria uccide un bambino africano ogni 30 secondi.
Molti bambini che sopravvivono ad un caso di malaria grave possono poi riportare indebolimento dell’apprendimento o danni cerebrali. Le donne incinte e i nascituri sono inoltre particolarmente vulnerabili alla malaria che è una delle maggiori cause della mortalità prenatale, del sottopeso e dell'anemia materna.
SALUTE MATERNA
5. SALUTE MATERNA

Molte persone considerano il giorno della nascita del loro figlio come il giorno più felice della propria vita. Nei paesi ricchi è certamente cosi nella maggioranza dei casi. Nei paesi poveri, invece, quel giorno spesso è anche il giorno della morte della madre.
Nei paesi dell’Africa sub-Sahariana a fronte di un elevato tasso di nascite le donne hanno una possibilità su 16 di morire partorendo.
Nei paesi europei che hanno un basso tasso di natalità, invece il rapporto è di una donna su 2.000, mentre nel nord America è una su 3500.
Nei paesi dell’Africa sub-Sahariana a fronte di un elevato tasso di nascite le donne hanno una possibilità su 16 di morire partorendo.
Nei paesi europei che hanno un basso tasso di natalità, invece il rapporto è di una donna su 2.000, mentre nel nord America è una su 3500.
SALUTE DEI BAMBINI E DELLE BAMBINE
4. SALUTE DEI BAMBINI E DELLE BAMBINE

Una delle caratteristiche più terribili della povertà è che colpisce sempre i più vulnerabili e indifesi. Nei paesi in via di sviluppo, uno su dieci bambini muore prima di aver compiuto cinque anni di età. Nelle nazioni ricche, la cifra è di un bambino ogni 143.
PARITÀ TRA UOMO E DONNA
3. PARITÀ TRA UOMO E DONNA

La povertà ha un volto femminile. Il benessere globale e la pace potranno essere raggiunti solo quando tutte le persone del mondo avranno il potere di disporre delle proprie vite, e di provvedere al sostentamento delle proprie vite e di quelle dei loro familiari. Le società nelle quali le donne sono trattate in modo più equo si riservano un'opportunità molto più alta di raggiungere gli Obiettivi del Millennio entro il 2015. Ogni singolo Obiettivo di Sviluppo del Millennio è direttamente collegato ai diritti delle donne, e le società in cui le donne non godono degli stessi diritti degli uomini non riusciranno a raggiungere lo sviluppo in modo sostenibile.
EDUCAZIONE UNIVERSALE
2. EDUCAZIONE UNIVERSALE

Ogni essere umano dovrebbe avere l’opportunità di avere una vita migliore. Sfortunatamente oggi molti bambini nel mondo crescono senza opportunità perchè gli sono negati i diritti di base e perfino la possibilità di frequentare la scuola primaria. Condizione necessaria per porre fine in modo sostenibile alla povertà e per assicurare pace e sicurezza per tutti è che i cittadini di ogni nazione siano in grado di fare scelte positive e provvedere da soli ai bisogni dei propri familiari.
ELIMINARE LA FAME E LA POVERTÀ ESTREMA
1. ELIMINARE LA FAME E LA POVERTÀ ESTREMA

Ogni uomo o donna su questa terra è tartassato da statistiche e immagini di povertà nel mondo, così tanto che molte persone sia nel Nord che nel Sud hanno iniziato ad accettarlo come uno sfortunato, ma inesorabile stato di cose. Questo modo di pensare rende difficile vedere le possibili soluzioni per cambiare lo stato attuale delle cose.
La verità invece è che - a dispetto di quanto si possa dire - le cose sono cambiate negli ultimi anni e il mondo oggi è più prospero di quanto non sia mai stato. Il miglioramento tecnologico che abbiamo avuto in questi ultimi anni ha creato nuove opportunità per migliorare l’economia e ridurre la fame.
La verità invece è che - a dispetto di quanto si possa dire - le cose sono cambiate negli ultimi anni e il mondo oggi è più prospero di quanto non sia mai stato. Il miglioramento tecnologico che abbiamo avuto in questi ultimi anni ha creato nuove opportunità per migliorare l’economia e ridurre la fame.
I diritti umani per sconfiggere la povertà!
"Noi non risparmieremo i nostri sforzi per liberare i nostri simili, uomini, donne e bambini, dall'abietta e disumanizzante condizione della povertà estrema...Decidiamo pertanto di batterci per la piena protezione e promozione dei diritti civili, politici, economici, sociali e culturali per tutti e in tutte le nostre nazioni." (Dichiarazione del millennio, settembre 2000, paragrafi 11 e 25)

Con queste parole, riconosciute nella Dichiarazione del millennio, e con la successiva formulazione degli otto Obiettivi di sviluppo del millennio (Osm), i leader mondiali si sono impegnati a combattere la povertà, la fame, le disuguaglianze di genere, il degrado ambientale, l'Hiv/Aids e ad assicurare l'accesso all'istruzione, nonché ai servizi sanitari, entro il 2015.
A 10 anni di distanza, però, la povertà continua a essere una gabbia per milioni di persone, quelle più vulnerabili e che rischiano oggi di essere tagliate fuori dagli sforzi per sradicare la povertà, se gli stati non porranno i diritti umani al centro della loro azione per raggiungere gli Osm.
A 10 anni di distanza, però, la povertà continua a essere una gabbia per milioni di persone, quelle più vulnerabili e che rischiano oggi di essere tagliate fuori dagli sforzi per sradicare la povertà, se gli stati non porranno i diritti umani al centro della loro azione per raggiungere gli Osm.
Infatti la povertà e violazioni dei diritti umani non possono essere separate. Le persone vivono nell'indigenza e continueranno a farlo non solo perché non hanno beni materiali ma perché non sono libere dalla paura e dalla violenza. Spesso non hanno un tetto sopra la testa, ma altrettanto spesso non possono ricorrere alla giustizia quando subiscono un abuso, vengono ignorate da chi detiene il potere, non partecipano ai processi decisionali.
Gli Osm e i 20 traguardi collegati, pur essendo la principale risposta globale al flagello della povertà, non tengono pienamente conto dei diritti umani. Non affrontano infatti il ruolo che ha la discriminazione nel perpetuare la povertà, non chiedono agli stati di rispettare e proteggere le libertà fondamentali essenziali per rendere la partecipazione significativa, non proteggono le minoranze.
Amnesty International chiede pertanto ai leader mondiali, che si riuniranno a New York dal 20 al 22 settembre per celebrare i primi 10 anni di percorso verso il raggiungimento degli Osm, di porre i diritti umani al centro della lotta alla povertà!
Solo "difendendo i diritti dei poveri si difende anche la loro vita quotidiana, nonché le libertà di cui hanno bisogno per progredire" (Kofi Annan, dalla prefazione del libro "Prigionieri della povertà").
Solo "difendendo i diritti dei poveri si difende anche la loro vita quotidiana, nonché le libertà di cui hanno bisogno per progredire" (Kofi Annan, dalla prefazione del libro "Prigionieri della povertà").
mercoledì 8 settembre 2010
Il 19 agosto 2009 è la data scelta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per celebrare la prima Giornata Umanitaria Mondiale.
GIORNATA UMANITARIA MONDIALE
Il 19 agosto 2009 è la data scelta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per celebrare la prima Giornata Umanitaria Mondiale. La ricorrenza si propone di diffondere la consapevolezza delle attività di assistenza umanitaria in corso in tutto il mondo e di onorare la memoria di quegli operatori umanitari che hanno perso la vita o sono stati feriti nel corso del loro lavoro.
La scelta della data non è casuale. Sei anni fa - il 19 agosto 2009 - l’attacco ai quartieri generali ONU di Baghdad provocò la morte di 22 persone, tra cui Sergio Vieira de Mello, allora Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani e Rappresentante Speciale del Segretario Generale in Iraq.
La scelta della data non è casuale. Sei anni fa - il 19 agosto 2009 - l’attacco ai quartieri generali ONU di Baghdad provocò la morte di 22 persone, tra cui Sergio Vieira de Mello, allora Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani e Rappresentante Speciale del Segretario Generale in Iraq.
A onorare la loro memoria anche il Segretario Generale Ban Ki-moon nel suo messaggio di saluto: "Noi continuiamo a trarre ispirazione da quello che queste persone ci hanno lasciato, e siamo determinati a portare avanti il loro lavoro. E’ proprio quello che sta facendo la fondazione Sergio Vieira de Mello, istituendo un premo annuale a suo nome per i migliori risultati nella riconciliazione pacifica dei conflitti. Come Sergio e altri colleghi coraggiosi che hanno perso la vita in quel giorno terribile, persone con spirito umanitario si avventurano in regioni problematiche per aiutare gli altri. Per loro non esiste conflitto che si possa dimenticare".
I messaggi chiave della giornata
>> Negli ultimi 20 anni, la capacità delle organizzazioni umanitarie di rispondere in modo rapido ed efficiente alle crisi - siano esse disastri naturali o emergenze provocate dagli esseri umani - è aumentata al di là di ogni aspettativa.
Questo è soprattutto merito dell'impegno delle molte migliaia di operatori umanitari che hanno dedicato le loro vite a questo compito, combinando il loro idealismo con l'azione e i principi con la pratica. I loro sforzi, condotti con altruismo e in modo completamente apolitico, sono cruciali per costruire il necessario consenso sul fatto che l'assistenza alle persone in stato di necessità debba essere fornita in modo imparziale e neutrale, senza alcun riferimento a religione, genere o etnia.
>> Questa prima Giornata Umanitaria Mondiale è in parte dedicata alla memoria di quegli operatori umanitari che hanno perso le loro vite mentre portavano assistenza ad altre persone, spesso parte della loro stessa comunità.
Tra questi professionisti così dedicati c'è uno dei più valenti umanitari, Sergio Vieira de Mello, che morì il 19 agosto 2003 insieme ad altri 21 colleghi nel bombardamento dell'Hotel Canal di Baghdad. Il suo ricordo è fonte di ispirazione per tutti coloro che oggi svolgono attività umanitaria, anche in circostanze in cui la loro opera continua ad essere limitata dagli attacchi nei confronti delle organizzazioni umanitari sempre più violenti e frequenti.
>> Mentre molti risultati già sono stati raggiunti, le sfide che hanno di fronte milioni di persone in tutto il mondo sono ancora formidabili e il bisogno di un'azione umanitaria rigorosa nei principi ed efficace nei risultati è più grande che mai.
I bisogni umanitari crescono in modo più rapido della nostra capacità di affrontarli. Conflitti di lungo corso e difficile soluzione esigono ancora il pagamento di un prezzo inaccettabile da parte delle popolazioni civili. I disastri naturali si verificano con sempre maggiore frequenza e severità. La comunità umanitaria internazionale affronta nuove minacce generate dagli effetti combinati di diversi fenomeni globali: cambiamenti climatici, povertà cronica, crisi finanziaria e alimentare, penurie di acqua ed energia, migrazioni, esplosione demografica, urbanizzazione, pandemie.
Questo è soprattutto merito dell'impegno delle molte migliaia di operatori umanitari che hanno dedicato le loro vite a questo compito, combinando il loro idealismo con l'azione e i principi con la pratica. I loro sforzi, condotti con altruismo e in modo completamente apolitico, sono cruciali per costruire il necessario consenso sul fatto che l'assistenza alle persone in stato di necessità debba essere fornita in modo imparziale e neutrale, senza alcun riferimento a religione, genere o etnia.
>> Questa prima Giornata Umanitaria Mondiale è in parte dedicata alla memoria di quegli operatori umanitari che hanno perso le loro vite mentre portavano assistenza ad altre persone, spesso parte della loro stessa comunità.
Tra questi professionisti così dedicati c'è uno dei più valenti umanitari, Sergio Vieira de Mello, che morì il 19 agosto 2003 insieme ad altri 21 colleghi nel bombardamento dell'Hotel Canal di Baghdad. Il suo ricordo è fonte di ispirazione per tutti coloro che oggi svolgono attività umanitaria, anche in circostanze in cui la loro opera continua ad essere limitata dagli attacchi nei confronti delle organizzazioni umanitari sempre più violenti e frequenti.
>> Mentre molti risultati già sono stati raggiunti, le sfide che hanno di fronte milioni di persone in tutto il mondo sono ancora formidabili e il bisogno di un'azione umanitaria rigorosa nei principi ed efficace nei risultati è più grande che mai.
I bisogni umanitari crescono in modo più rapido della nostra capacità di affrontarli. Conflitti di lungo corso e difficile soluzione esigono ancora il pagamento di un prezzo inaccettabile da parte delle popolazioni civili. I disastri naturali si verificano con sempre maggiore frequenza e severità. La comunità umanitaria internazionale affronta nuove minacce generate dagli effetti combinati di diversi fenomeni globali: cambiamenti climatici, povertà cronica, crisi finanziaria e alimentare, penurie di acqua ed energia, migrazioni, esplosione demografica, urbanizzazione, pandemie.
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