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mercoledì 8 settembre 2010

Settembre 2010: domenica 19 batti un colpo per la pace in Sudan


Settembre 2010: domenica 19 batti un colpo per la pace in Sudan

 "Il 19 settembre rappresenta una data importante: dalla nostra
azione, dalla pressione che riusciremo ad esercitare sui nostri
governanti, può dipende il futuro del Sudan. Per questo il 19
settembre, al Circo Massimo, 'battiamo' tutti insieme un colpo per la
pace in Sudan!" 

 Antonella Napoli, Presidente di Italians for Darfur

 Aggiornamenti sulla campagna di Italians for Darfur per il Darfur: da
maggio 2006 chiediamo a Rai, La7 e Mediaset che si parli del conflitto
in Darfur. E non solo. Il silenzio delle democrazie è la migliore
arma dei tiranni.

 **SOMMARIO:**

 -19 settembre: appuntamento con la musica per Sudan365

 -Rapporto "Renewing the Pledge"

 - InvFactor e Italians for Darfur per l'istruzione

 -Nomadi arabi ad Abyei

 -L'Italia abbandona il Darfur

 -L'Unione Africana contro la CPI sul caso Bashir

 Cari amici,

 il 19 settembre i delegati della coalizione internazionale per i
diritti umani in Sudan, di cui Italians for Darfur è componente per
l'Italia, consegneranno una video-petizione ai leaders seduti
all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. L'iniziativa fa parte
della campagna SUDAN365, che abbiamo lanciato a gennaio e che
porteremo avanti fino alla fine dell'anno, in vista delle storiche
votazioni per l'indipendenza del Sud Sudan il prossimo gennaio.

 TI ASPETTIAMO IL 19 SETTEMBRE, ORE 11.00 AL CIRCO MASSIMO A ROMA, CON
TONY ESPOSITO E I TAMBURI DI CIRCLES.IT: SUONA INSIEME A NOI IL RITMO
PER LA PACE!

 Perchè SUDAN365?

 A cinque mesi dal referendum sull'indipendenza del Sudan, il Sudan è
drammaticamente impreparato all'evento e si corre il rischio di un
ritorno alla guerra civile tra Nord e Sud del Paese, tra centro e
periferie del Sudan. 

 E' quanto emerge dal nuovo rapporto prodotto da una coalizione
internazionale di 26 organizzazioni umanitarie e sui diritti umani,
tra cui, per l’Italia, Italians for Darfur Onlus. 

 Il rapporto "Renewing the Pledge

" è ora disponibile anche in Italiano grazie ai bloggers della rete
di supporto alla campagna per i diritti umani dell'associazione.

 Disegno di Emilio Caccaman, (www.myspace.com/caccaman) siciliano,
editore e disegnatore di fumetti, che accomapagna la pubblicazione del
nuovo rapporto "Renewing the Pledge" in italiano.

 Il rapporto chiede un'azione urgente dei capi di Stato africani che
si sono riuniti in uno dei più importanti summit dell'Unione Africana
in Uganda, dal 19 al 27 luglio scorso. 

 Nel nuovo rapporto unificato Renewing the Pledge: Re-Engaging the
Guarantors to the Sudanese Comprehensive Peace Agreement, la
coalizione internazionale avverte: “Le lancette battono velocemente
verso quello che potrebbe essere il più importante appuntamento nella
storia moderna del Sudan – due referendum in Sudan che potrebbero
sfociare nella rottura del più grande stato africano.” In aggiunta
al referendum sull'indipendenza del Sud, un altra votazione avrà
luogo simultaneamente nell'area di Abyei, per determinare se unirsi o
meno al Sud Sudan. 

 Il Comprehensive Peace Agreement (CPA) fu siglato il 9 gennaio 2005,
ponendo fine a una guerra civile durata decenni e che uccise circa 2
milioni di civili. Ma poche delle problematiche escluse dal trattato,
come l'accordo sul greggio e sui confini che erano stati negoziati
dopo aver segnato il CPA, sono stati mai risolti. Il CPA scade in meno
di un anno, e a quel punto tutti gli accordi presi nel frattempo non
saranno più validi.

 Una serie di organizzazioni, dette Garanti, si sono impegnate ad
aiutare il Sudan affinché implementi gli accordi del CPA. Il rapporto
avvisa che i Garanti hanno solo sei mesi per rispettare quella
promessa.

 “Il CPA ha tenuto insieme il Nord e il Sud Sudan e ha posto fine a
uno dei piu terribili conflitti del ventesimo secolo. Il fallimento
del referendum potrebbe spingere il Sudan nuovamente verso un’altra
guerra. La comunità internazionale deve ora concentrarsi sulla
opportunità fornita dal CPA e assicurare che un libero ed equo
referendum abbia luogo” ha detto Osman Hummaida, Direttore Esecutivo
dell’African Centre for Justice and Peace Studies, un membro della
coalizione. 

 “Un accordo per distribuire i proventi del greggio era strumentale
al raggiungimento della pace tra Nord e Sud del Sudan. Come le
preparazioni per il referendum iniziano e si paventa la possibilità
per l’indipendenza del Sud, sarà vitale che vengano risolte le
problematiche sul petrolio al fine di prevenire un ritorno alla
Guerra,“ ha detto Rosie Sharpe del Global Witness, altra
organizzazione della coalizione.

 Mentre il tempo va avanti inesorabile nel Sud, gli episodi di
violenza si sono intensificati in Darfur e i diritti umani vengono
violate nel Nord. Il rapporto denuncia che, negli anni passati,
“l’attenzione internazionale si è concentrata nel Sud Sudan,
rinnegando la più importante lezione degli anni passati: che i
conflitti multilaterali del Sudan vanno affrontati politicamente.

 Il dossier chiede inoltre al Sudan di assicurare che tutti i
cittadini sudanesi, siano essi nel Nord o nel Sud, siano protetti
prima e dopo i referendum. 

 Scarica il rapporto 2010 "Renewing the Pledge" in italiano,
all'indirizzo :
http://www.italianblogsfordarfur.it/adverts/RENEWING_THE_PLEDGE_ITA.pdf

 continua dal blog:

 InvFactor dichiara guerra all'ignoranza 

 Una iniziativa di solidarietà unisce Italians for Darfur a “Inv
Factor – anche tu genio!”, il progetto di valorizzazione del
talento e delle intelligenze dei giovani italiani dai 15 ai 19 anni
pensato da Leo Sorge e Rossella Palomba, che ha ricevuto la Medaglia
di rappresentanza del Presidente della Repubblica.

 Inv Factor si rivolge ai giovani studenti, mentre Italians for Darfur
si occupa di solidarietà in Sudan: ecco la decisione di aiutare una
scuola delle aree più depresse della grande nazione africana,
sconvolta da guerre civili sconfinate nel genocidio. La scuola verrà
finanziata direttamente, grazie anche all'aiuto di difensori dei
diritti umani sudanesi e operatori umanitari in loco.

 SPLM: Khartoum finanzia l'insediamento di nomadi arabi nel Sud Sudan
in vista del referendum.

 Il portavoce del Sudan People Liberation Movement, Yasir Arman, ha
riferito oggi ai microfoni di Reuters che il National Congress Party
starebbe finanziando l'insediamento di popolazioni nomadi Arabe nel
nord della regione di Abyei, nella zona più critica al confine tra
Nord e Sud Sudan, per modificare il peso demografico del voto
refrendario del 9 gennaio prossimo sull'indipendenza del Sud Sudan.

 La regione di Abyei, per la sua ricchezza di greggio, è tra le
regioni da sempre più contese tra Nord e Sud del Paese.

 Anche l'International Crisis Group avrebbe osservato dislocazioni di
forze militarizzate lungo i confini, auspicando l'aumento dei
controlli del contingente delle Nazioni Unite, sempre più criticate
per i costi e le lentezze burocratiche, a fronte di risultati poco
confortanti sul piano della sicurezza nella regione.

 Missioni: vile decisione Italia di lasciare Darfur. 

 "Mentre il Consiglio di sicurezza dell'Onu rinnova all'unanimità la
missione di pace in Darfur e la Comunità internazionale é sempre
più impegnata aprevenire una nuova guerra civile in Sudan, l'Italia -
conil voto finale oggi in Senato - sceglie di abbandonare laregione
dove é in corso la più grande crisi umanitariadel mondo con la scusa
di non aver ottenuto i visti per imilitari che dovevano dare supporto
a Unmid".

 E' quanto denuncia l'associazione 'Italians for Darfur,promotrice
della campagna per il Sudan in Italia.

 "Venire meno agli impegni nei confronti del Darfur - silegge in una
nota - non é solo una decisione politicasbagliata che causa un danno
d'immagine al nostro Paese, chenega il suo contributo all'Onu - che
tra l'altro si eraproposta di sbloccare i problemi burocratici che
bloccavanola missione italiana - per il mantenimento della pace
inSudan, ma é anche un'azione vile soprattutto perchèl'Italia é tra
i garanti del rispetto dell'accordo di pacedel 2005 che sancì la fine
dell'ultra ventennale guerracivile tra Nord e Sud".

 L'Unione Africana frena su Bashir: stop alla cooperazione con la
Corte Penale Internazionale . 

 A Kampala, i capi di Stato africani hanno deciso di muoversi contro
la decisione presa dalla Corte Penale Internazionale di emettere un
mandato di arresto contro il Presidente sudanese Bashir. Una decisione
che allontana definitivamente la speranza di un cambiamento nello
scenario politico dell'Africa e che scredita senza opportunità di
ritorno il Tribunale Internazionale.

 Ti aspettiamo il 19 settembre, ore 11.00 al Circo Massimo a Roma.

 Cordiali saluti.

 Cc 
: Campagna on-line di Italians for Darfur (IB4D) -
http://www.italiansfordarfur.it 
 - blog@italianblogsfordarfur.it


 La newsletter è consultabile anche on-line e scaricabile in formato
PDF, alla pagina Newsletter

del sito.

 

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